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La vera Fase 2 inizia il 18 Maggio, con la riapertura, in quasi tutta Italia, delle attività di ristorazione e dei bar

Una data che gli italiani aspettavano da tanto, troppo tempo ormai. Non tanto per fiondarsi di corsa al ristorante, dove tutt’ora è obbligatorio l’uso di mascherine protettive e distanziamento, ma perché l’idea e la situazione di lock down in tutto il Paese faceva a fa salire una malinconia difficile da spiegare e comprendere. 

Ma eccoci qui, dopo vari mesi di difficoltà, a riprendere in mano la nostra vita ed il nostro lavoro con una solidarietà patriottica mai percepita prima. Se prima si andava al ristorante con un sorriso stampato in faccia, oggi diventa un evento ancora più prezioso e di valore! Ecco le mie tappe

La mia prima pizza

Da quando mi sono trasferito in Italia, non pensavo di riuscire a immaginare questa parte della mia vita senza frequentare assiduamente i ristoranti. L’idea di cucinarmi da solo, cosa che non cambierà mai purtroppo, mi deprime così tanto! E non perché non sia bravo a farlo o sia un tipo pigro, ma per quanto riesca a cavarmela bene, ci sono dei veri maestri che al cibo hanno dedicato tutta la loro vita. Il vero chef italiano può creare dei veri e propri capolavori con i prodotti più semplici e renderli unici, colorati e gradevoli solo a guardarli. 

Nonostante il fatto che in Campania saper fare una buona pizza sia come saper cucinare un buon spiedino di carne a Sochi, cioè tutti sanno cucinarla e bene, tutti quel giorno la ordinarono.

La mia prima pizza post apocalittica è stata una margherita, una bianca con tonno ed una marinara. Ci servì personalmente il proprietario. Sembrava un personaggio di un cartone animato, con guanti, mascherina e una protezione trasparente montata sulla testa. La pizza era ottima, la mangiammo con un’espressione di goduria stampata sulle nostre facce!

Il mio primo wine bar

Col tempo è andata meglio! Io e Raffa ci siamo incontrati a Salerno per lavorare finalmente dal vivo, senza computer e senza far riferimento a tecnologie varie di cui, durante la pandemia, non potevamo chiaramente fare a meno. 

I nuovi tempi portano con sé nuove abitudini, così invece di fare una passeggiata e trovare un posto dove rilassarci un po’, decidemmo di indagare sui cosiddetti “survivors” ed iniziammo a chiamare le enoteche più vicine a noi che Google ci indicava. So che questo per molti non avrà senso, non l’avevo mai fatto prima, soprattutto nel bel mezzo di una città italiana!

Non passò molto tempo che ci imbattemmo nella prima enoteca sul corso principale della città, dove prendemmo del vino ed un tagliere di salumi e formaggi. Il proprietario indossava guanti e mascherina e ci chiese di non allontanarci dal tavolo senza protezione, perché “la polizia poteva passare e fargli una bella multa”. 

Il vino, i formaggi, gli affettati e tutte le altre pietanze avevano un gusto speciale e inauguravano questo “nuovo anno”.

Il mio primo ristorante

A fine maggio, la maggior parte dei ristoranti della costiera amalfitana ha aperto. Quello stellato sotto casa mia ha dimezzato il numero dei tavoli, ora perennemente occupati sia a pranzo che a cena. Nel posto dove abbiamo pranzato domenica, all’entrata del ristorante, ci hanno accolto sparandoci il termometro in fronte (avete visto quelle pistole termometriche che la polizia usa in tutti i luoghi pubblici, nelle stazioni ferroviarie e nei supermercati? Proprio quelle!). Poi, il cameriere ci ha messo in lista e ci ha consegnato dei menù usa e getta, con prezzi inevitabilmente più alti rispetto alla mia ultima volta lì, nel Gennaio del 2020.

Il mondo è cambiato per sempre, ma i ristoratori cercano disperatamente di ritornare in qualche modo alla vita di prima, quella di 3 mesi fa, quando il contatto col cliente era una cosa così naturale. Ci stanno provando e ci stanno riuscendo, sapete perchè? Perché nonostante tutte le difficoltà che questa categoria ha dovuto inevitabilmente affrontare, i ristoranti sono ancora quei luoghi magici dove per qualche ora scappi dalla frenesia e dal disordine quotidiano e ti godi un piatto. Ancora meglio, sorseggiando del vino!

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